Lo chiamano bene rifugio per eccellenza. Il diamante concentra un valore altissimo in uno spazio estremamente piccolo. Una pietra pura da un grammo in media vale circa 50 mila euro. Molto più di un grammo d’oro che oggi si compra intorno ai 40 euro. Proprio per questo acquistare diamanti è diventato un modo per investire i risparmi e da alcuni anni a consigliarlo sono le banche, da Intesa San Paolo a Unicredit alle Popolari .Materialmente a vendere diamanti attraverso il circuito bancario sono due società private: la Intermarket Diamond Business (IDB) e la Diamond Private Investment (DPI). Il risparmiatore pensa di fare un buon investimento, ma è vero? Abbiamo preso i prezzi di listino di queste due società e li abbiamo confrontati, a parità di carato, brillantezza e purezza, con le quotazioni del Rapaport, il listino internazionale dei diamanti riconosciuto in tutto il mondo. Ebbene quelli venduti attraverso il circuito bancario da DPI e IDB hanno un prezzo doppio rispetto a quello indicato dal Rapaport. Chi li acquista e vuole rivenderli sul mercato rischia di perdere una larga fetta del suo investimento. Gli rimane un’opzione: rivendere il diamante attraverso la stessa società che l’ha venduto. Ma le commissioni per il disinvestimento sono salate: il 10 per cento più iva con DPI e tra il 16 e il 7 per cento più iva con IDB. QUINDI? Acquistare dai commercianti di fiducia che fanno anche il riacquisto  è solo pietre certificate da istituti gemmologici internazionali.
( da Corriere.it)